#nano

(Il nano assassino che conduce il telegiornale e alla mattina legge la notizia dell’omicidio commesso alla sera).

Il nano ha un’ossessione: il piacere. Mette annunci  in cerca di partner con inclinazioni verso la dismorfofilia. Molti si offrono. Di nascosto, vergognandosi. Incontri furtivi, nei cessi dei bar.  Qualcuno, invece, si è perfino innamorato. Gli portavano dei fiori. Come se il profumo delle rose potesse rendere romantico l’afrore di corpi che si consumano in atti che per molti hanno il sapore del disgusto e dell’orrore.

Anche il nano non ama il suo corpo; quelle fattezze che sebbene siano le sue, quelle linee che conosce così intimamente, lo lasciano sgomento. Odia quel corpo che pure gli procura così tanto godimento. 

Il ribrezzo verso se stesso, a volte, prende il sopravvento. Incapace però  di nuocere a se stesso, uccide gli amanti.

(Il nano, dopo anni di omicidi impuniti e sensi di colpa annichilenti, si sparerà una pallottola in testa in diretta al Tg).